Vernon Geberth è il mio idolo, ha un curriculum impressionante. E’ un tenente comandante in pensione del Dipartimento di Polizia di New York City, con oltre 40 anni di esperienza nelle forze dell’ordine. È andato in pensione come comandante della Task Force Omicidi del Bronx, che si occupava di oltre 400 indagini per omicidio all’anno.
Nel corso della sua carriera è stato detective, comandante
della squadra investigativa di un distretto, comandante ad interim della 7ª
Zona Omicidi del South Bronx e comandante della sezione omicidi del Bronx.
Ha personalmente investigato, supervisionato, valutato e
svolto consulenze su oltre ottomila
indagini relative a decessi. Ha istruito altri detective, ha scritto 7 libri, fra cui il
famoso "Sex-related homicide and death investigation" nel 2014.
Tra parentesi, è stato il primo ad ipotizzare che si
trattasse di un SK, il famigerato LISK (Long Island Serial Killer), alias Rex
Heuermann…
Dall’intervista del 2015
(!) quando il nome di Rex Heuermann era ancora sconosciuto. Sembra così
attuale, come se conoscesse il nome dell’assassino…
“Dal mio punto di vista psicologico, un killer che mantiene
un luogo dove seppellire i cadaveri è un individuo estremamente organizzato, e
incline alla fantasia, per il quale questo luogo assume un’importanza
fondamentale a livello psicosessuale, non solo perché gli offre un posto dove
seppellire i corpi, ma anche perché è un luogo in cui tornare. Per verificare
se qualcuno ha trovato qualcosa, o ha visto qualcosa. Hanno un posto dove
tornare per rivivere quei momenti. Hanno un luogo che è una comfort zone, perché
nel regno degli omicidi seriali, prima che la persona diventi un SK, ha
fantasticato, ha provato nella sua mente, ha messo insieme tutta questa
faccenda sessuale, finchè non la mette in atto, e una volta messa in atto, la
realtà di aver tolto una vita in questo contesto sessuale, diventa
improvvisamente reale. Lo capiscono, sono sottoposti a un forte stress, perché il
momento di maggiore stress, per un SK, va dal momento in cui commette il
crimine, a quello in cui si sbarazza del corpo. Questo lasso di tempo è
cruciale, perché sono sotto forte stress, e può succedere di tutto. Una gomma a
terra, l’intervento della polizia, un incidente d’auto, qualsiasi cosa pur di
arrivare al luogo della sepoltura: li fa sentire psicologicamente sollevati. Escono
da quello stato di fuga e ora è finito, ci fantasticano sopra. Ora, se uccidono
di nuovo, e riportano il corpo nello stesso posto, c’è meno stress, perché conoscono
quel luogo. E adesso questo luogo diventa quasi un luogo totemico, in cui
tornare e rivivere quei momenti. Alcuni SK hanno addirittura portato i propri
partner sul luogo in cui abbandonavano i cadaveri, senza alcun motivo apparente,
solo per trarne piacere. Gary Ridgway, il Green River Killer portò la moglie a
raccogliere i mirtilli nel luogo in cui aveva seppellito i cadaveri.. ok ?
Insomma queste persone sono davvero intense”.
Impressionante… a Ted Bundy chiesero di “collaborare”, se avesse un’idea su chi
potesse essere il Green River SK. Quando seppe, dagli inquirenti, che il SK
seppelliva i cadaveri nello stesso posto (a dire il vero aveva più di un luogo
di sepoltura), disse “Ci tornerà”…
L’intervistatore gli chiede un profilo del LISK.
“Cavolo, è difficile… io mi sono limitato a dire che è molto organizzato, si
integra nella società contemporanea. E’ qualcuno che riesce a mimetizzarsi
nella comunità, perché ne fa parte, appartiene a quel contesto. Le persone che
lo conoscono probabilmente sanno che è un bugiardo patologico, molto
inaffidabile, qualcuno di cui non ci si può fidare. Probabilmente ha una storia
di violenza domestica, e ha un’altissima opinione di sé. Probabilmente ha una
personalità narcisistica maligna, certamente non si preoccupa del benessere
della società, o cose del genere. Funziona molto bene. Solo qualcuno a lui
vicino avrebbe notato il “tic” quando sono stati scoperti quei quattro corpi.
Una persona cara, forse una moglie, forse un amico avrebbe notato un
cambiamento nella sua personalità, ma penso che si sia alzato e se ne sia
andato”.
E’ come se avesse avuto di fronte l’architetto Rex
Heuermann… superorganizzato, basta pensare al file Word, in cui progetta gli omicidi
e pianifica tutto, nei minimi particolari. Necessariamente, visto il contesto,
un bugiardo patologico. Forse scopriremo che ha subito abusi da piccolo, o che
era violento con i familiari. Sicuramente un soggetto che si crede superiore
agli altri, sicuro di sè, sprezzante, che fa dei sorrisini compiaciuti al
giudice.





























