Uno come questo… un comune, banalissimo martello da carpentiere,
che era nel garage, e non è stato più ritrovato.
Nella foto sotto notate che è rimasta intatta una porgenza ossea (in giallo), come un ponte che divide la cavità superiore in due metà, sinistra e destra.
Nella foto sotto i bordi della cavità.
In basso il meccanismo della lesione. Le due estremità, a coda di rondine, del martello provocano le lesioni da entrambe le parti della sporgenza ossea, che rimane intatta. La parte metallica del martello provoca la parte inferiore, della lesione.
Anche le altre lesioni sul cranio
e quella sull’arcata sopraciliare sinistra possono essere state inferte con le estremità appuntite del martello. Improbabile, che per provocare le lesioni “piatte”, abbia girato il martello, ha verosimilmente colpito con una certa angolazione,
di striscio, con una sola delle due estremità a coda di rondine.
La lesione posteriore, certamente
mortale, secondo me è stata provocata da un unico colpo, sferrato con
straordinaria violenza. Globalmente, nell’azione omicidiaria, ha colpito Chiara
numerose volte, ma posteriormente un’unica volta. Un colpo violento sposta la
testa della vittima, ed è praticamente impossibile andare a colpire di nuovo
nello stesso punto.





Nessun commento:
Posta un commento
Commento in attesa di approvazione