Che ci sia stato un "classico" scambio di pedali è pacifico, basti pensare che sulla Umberto Dei di Stasi
hanno trovato dei pedali Wellgo, col DNA di Chiara (!), invece dei
pedali Union che montano tutte le Umberto Dei.
Basta che vi rispondiate da soli alla domanda: chi e perché
ha messo dei pedali Wellgo sulla Umberto Dei di Stasi? Ci siamo ? Dopo aver sbrigato
queste insignificanti pratiche burocratiche… veniamo alla domanda del post:
quando Stasi ha scambiato i pedali ? Secondo me la mattina stessa
dell’omicidio.
Dall’intercettazione delle 8.34 (!) del 14 agosto, la
Ligabò (mamma di Stasi) dice a Rita Preda (mamma di Chiara) alcune frasi illuminanti:
“E non ci credono Rita, non ci credono, adesso sono qua a casa a cercare non lo so, non lo so cosa cercano, stanno cercando quello che
non c'è”.
“Non lo dica in giro, stanno cercando una bici nera perché
la sua vicina di casa ha detto che dalle 8.30/9 c'era una bicicletta nera lì
parcheggiata. Mi sembra 9.30 non lo dica in giro che la stanno cercando”.
“Stanno cercando questa bicicletta che sembra abbia un
cestino dietro, nera, l'ha vista la sua vicina”.
“Noi abbiamo la bicicletta nera sono già andati in negozio a vederla ma non è lei. Oltretutto vecchia, ecco, per quello mi ha interrogato
anche a me. Mi hanno chiesto vecchia, una bicicletta vecchia, ma infatti ora sono andati anche in negozio e quella è nera e ha il cestino davanti ma è
nuova, nuova di zecca invece questa signora dice che è vecchia e poi Alberto
dormiva alle 10 l'ho chiamato”.
Quindi... prima delle 8.34 i CC sono a casa di Stasi e
cercano una bici nera "vecchia" (lo dice tre volte), e sono già andati (Marchetto) a cercare in negozio
(leggasi magazzino) !
Marchetto è stato al magazzino, chiamato dal padre di
Stasi, che lo invita a vedere la bici che hanno in magazzino. Da chi ha saputo
NS della bici nera ? Il padre (e la madre) del sospettato non dovrebbero sapere particolari che potrebbero mettere sul chi va là il soggetto, e che potrebbe far sparire delle prove.
Probabilmente Stasi è venuto a conoscenza della
testimonianza della Bermani, chiamata in caserma già il pomeriggio del 13
(testimonierà alle 18.30), quando anche lui veniva torchiato… gliel’ha forse
detto Marchetto ?
Comunque sia, Stasi viene rilasciato alle 7 di mattina e
torna a casa, e tra le 7 e le 8.34 il padre chiama Marchetto, che infatti
redigerà il suo “scarno” verbale alle 9.10.
La madre di Stasi sa della bici nera, il padre anche… è
chiaro che ne hanno parlato, in casa, con Stasi, e qui viene il bello… come mai
Stasi “permette” al padre di chiamare Marchetto, per fargli vedere la bici nera
???
E’ cretino, forse ? E’ un masochista ? Se avessero
sequestrato la bici nera, avrebbero trovato il DNA di Chiara sui pedali! Vuol
dire solo una cosa: Stasi aveva scambiato i pedali già prima di andare in
caserma, alle 13.50 del giorno prima !
Se non fosse così, perché correre il grossissimo rischio di
far vedere la bici ai CC ? Perché semplicemente non tacere ?
Non è che il padre telefona a Marchetto all’insaputa di
Stasi… erano tutti lì a casa, a parlare della bici nera, anche la madre. Stasi sapeva che il padre stava per chiamare Marchetto, era lì... e non dice nulla ? Non
obbietta ? Vuol dire che era tranquillo, perchè aveva già scambiato i pedali il
giorno prima.
Non c’è altra spiegazione logica, anzi… la richiesta di
fare vedere la bici, proviene dal padre, ed è oltremodo insolita. In teoria
nessuno avrebbe dovuto sapere della bici nera, pensate alla madre di Stasi che
si raccomanda con Rita Preda di non dire niente in giro… e nonostante questo,
Marchetto non si pone nessuna domanda, e “docilmente” va a vedere la bici.
Ho usato l’avverbio docilmente non a caso… in
un’intercettazione fra il padre di Stasi e l’avvocato Lucido, del 15 agosto
alle 19.17, NS dice:
“Certo, certo, quando, anche stamattina sono andato lì a Gropello, ho visto una bici che secondo
me poteva essere. Ho
chiamato subito il Maresciallo (Marchetto N.d.R), è venuto subito, ha detto no, non è questa.
Comunque stanno cercando la bici dappertutto perché è molto importante la bici
che… “
E dopo:
“Comunque sicuramente non stanno dormendo, perché stamattina, in 5 minuti è arrivato il
Maresciallo, come gli ho detto che c’è la bicicletta che somiglia a quella in
5 minuti era lì, lo ripeto.”
Sembra proprio esserci una sorta di dipendenza psicologica…
appena NS chiama, Marchetto vola… e questo getta forti ombre su Marchetto, ed
il rapporto che lo lega a NS. Non sorprende, quindi, che quando NS chiama
Marchetto per fargli vedere la bici, questo acconsenta senza fare ulteriori
domande, andando da solo (!) a fare il sopralluogo: nessuna foto (!), nessun sequestro (!),
e uno scarno rapporto che recita:
“In data odierna unitamente a STASI Nicola, mi recavo presso il negozio di
ricambi per auto, di proprietà dello stesso, sito in Garlasco in via Tramia,
per visionare una bicicletta da donna. Sul posto constatavo che la bicicletta
visionata non corrispondeva alla bicicletta indicata nel verbale di sommarie
informazioni rese dalla signora BERMANI Franca, in quanto non aveva le molle
sotto la sella e sul parafango anteriore era posizionato un cestello di vimini.”
Due righe: senza molle sotto la sella e col cestino davanti. Nessuno
gli ha detto, a Marchetto, che la sella può essere sostituita in due minuti e il cestino si
mette e si toglie in un attimo, a piacere ?
Ma cosa disse esattamente la Bermani alle 18.30 del 13
agosto?
“Alle ore 9.10 circa odierne, mi sono recata presso
l’abitazione di mia figlia PISATI Maria Carla, residente a Garlasco in via
Pascoli N°6 in quanto dovevo dar da mangiare ai gatti di mia figlia essendo lei
in vacanza a Diano Marina. Giunta nei pressi dell’abitazione di POGGI Chiara,
notavo appoggiata nei pressi del cancello pedonale dell’abitazione di POGGI
Chiara, una bicicletta da donna, di colore nero, in ottimo stato, della quale
ricordo il particolare che aveva la sella molto alta, facendomi intuire che la
persona che utilizzava la bici fosse di statura alta e la stessa sella era del
tipo con le molle cromate ben visibili e sopra il parafango della ruota
posteriore notavo un portapacchi di piccole dimensioni di quelli che si alzano
a molla”.
Ricordo che Marchetto è stato condannato per falsa
testimonianza perché disse di essere stato presente all’interrogatorio della
Bermani, quando si è appurato che non era vero ! Infatti nel verbale della SIT
c’è solo la firma di Pennini. La Bermani è stata sentita solo da Pennini, e non
da Marchetto.
Notate anche che la Bermani non parla di cestini, forse
perché vedeva la bici da dietro, o forse perchè Stasi l'aveva tolto prima... e non parla di bici vecchia, anzi, dice "in ottimo stato". Marchetto, a parte le molle
mancanti e il cestino davanti non parla di bici vecchia o nuova.
Marchetto, in un video, dice che è andato a vedere la bici
con in mano il verbale della SIT della Bermani… anche se fosse così, non vedo
comunque il motivo per non fotografare la bici e non sequestrarla ! Per le
molle che mancano ? Per il cestino davanti ? Un cestino si può facilmente mettere e
togliere e una sella si può cambiare in due minuti !
Dal verbale della Bermani nessun carabiniere si sarebbe
messo a cercare una bici vecchia, lei dice in ottimo stato... quindi da
dove viene questa falsa informazione che la Ligabò e NS stanno inconsapevolmente diffondendo ?
Per me non può che venire da Stasi stesso ! Stasi in qualche modo
ha saputo delle dichiarazioni della Bermani, che era in caserma con lui. Sa che
lei ha visto la sua bici e il prossimo passo era diffondere la notizia che i CC cercavano una bici vecchia, non voglio certo pensare che i genitori fossero
complici.
Riassumo quello che, secondo me, ha fatto quella mente diabolica di
Stasi.
Dopo l’omicidio torna a casa e decide di camuffare in qualche modo la bici, in modo che non corrispondesse alla descrizione di eventuali testimoni. Non
poteva certo sbarazzarsene, perchè gli inquirenti avrebbero saputo che gli
Stasi ne avevano una.
Lava i pedali Wellgo della bici nera (come ipotizza giustamente Capra), che probabilmente erano imbrattati di sangue... e li scambia con i pedali Union della Umberto Dei bordeaux, da uomo! Se gli inquirenti avessero sequestrato la bici nera, questa avrebbe avuto i pedali Union "vergini" della UD, senza il sangue/DNA di Chiara. Lui era quasi sicuro che non avrebbero sequestrato la UD... visto che non corrispondeva assolutamente alla testimonianza della Bermani, ma comunque, per precauzione, lava i pedali Wellgo della bici nera, prima di metterli sulla UD.
Aggiunge alla bici nera un cestino, davanti, forse lo stesso che aveva tolto prima di
andare da Chiara, non mi sorprenderebbe che avesse previsto tutto, prima di andare da lei… e cambia pure la
sella, abbassandola. Fa tutto questo perchè la bici assomigli il meno possibile a quella vista dalla Bermani! Poi va in bici in magazzino, la lascia lì, e torna a casa a
piedi.
In tutto cinque minuti per scambiare i pedali, due per la
sella, uno per rimettere il cestino e un dieci minuti per andare in bici al magazzino e tornare a casa a
piedi. Diciotto minuti, che NON vanno contati nei 23 minuti famosi.
Di tempo ne ha avuto... mette in standby la tesi alle 12,20 e fino alle 13.26, quando telefona a Chiara, c’è più
di un’ora a disposizione (!), per scambiare i pedali e tutto il resto, interrotta solo dalla chiamata che fa alle 12.46.
Il giorno dopo, il 14 agosto, quando esce dalla caserma alle 7 di mattina, va a casa e dice ai genitori che gli inquirenti cercano una bici nera, ma di non preoccuparsi perché ne cercano una vecchia e senza cestino davanti!
Manipola anche i genitori (!)... che in buona fede diffondono, in
“paese” (la telefonata intercettata), la voce che si cerca una bici da donna nera vecchia… e addirittura suggerisce al
padre di telefonare a Marchetto per fargli vedere la bici, così avrebbero capito che è diversa da quella che cercano.
Se tutto questo è vero, come penso, c'è un importantissimo corollario.
Sento dire da tutti i colpevolisti che se Vitelli avesse fatto sequestrare la bici, avremmo risolto il caso in 24 ore... ma se Stasi aveva già scambiato i pedali il 13 agosto mattina... col piffero !!!
La bici nera aveva i pedali Union della UD perfetti, immacolati, e Stasi avrebbe avuto
spalancate le porte per l'assoluzione. Nessuno avrebbe pensato a sequestrare la UD, che non corrispondeva alla descrizione della Bermani, e della Travain.
Chissà come si sarà mangiato le mani,
Stasi, perchè Marchetto non ha sequestrato la bici, mandando in fumo il suo diabolico piano.
E' tutto un film? Non credo... la chiave è che il padre di Stasi, con Stasi lì presente (!), chiama Marchetto per fargli vedere la bici! Se Stasi non avesse scambiato i pedali il giorno prima, Stasi non avrebbe mai permesso che il padre chiamasse Marchetto, pensateci... a me pare quasi ovvio.
L'unica alternativa, ma che implica la complicità di NS... è che non avendo ancora effettuato lo scambio di pedali il giorno prima (verrà fatto in seguito), Stasi, o il padre di sua iniziativa, decidano di far vedere la bici a Marchetto, "convincendolo", in qualche modo (amicizie pregresse...), a non sequestrarla. Un rischio enorme, se Marchetto non avesse acconsentito a non sequestrare la bici... e che, ripeto, implica la complicità di NS, oltre che di Marchetto stesso. Un po' troppo, per i miei gusti.
Nell'ipotesi che vi ho prospettato, invece, Stasi fa tutto da solo... i genitori sono delle inconsapevoli pedine. Un'ipotesi con meno variabili, è sempre la più probabile, a parità di altre condizioni (Occam). L'inconsueta e irrituale iniziativa di NS, di chiamare Marchetto, è nello stile machiavellico di Stasi... sembra proprio farina del suo sacco, anche se NS probabilmente ha incoraggiato Marchetto a non sequestrare la bici, non si sa mai... rovinando così il piano del figlio!

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