Il rischio delle ricostruzioni



Enrico Manieri ha fatto una ricostruzione della dinamica dell’omicidio di Scopeti (Mostro di Firenze), e adesso dell'omicidio di Garlasco.

Le “incomprensioni”, fra noi due, risalgono a tempo fa, alle mie obiezioni sulla sua ricostruzione dell’omicidio del 1985 a Scopeti. All’inizio i rapporti erano buoni, cordiali; ricordo che gli scrivevo, e lui mi rispondeva.

Quando gli faci notare che il MdF, se avesse avuto a disposizione almeno altri tre colpi (ipotesi discutibile dei due caricatori e ben 14 colpi sparati !), li avrebbe usati contro JMK, invece di rinfoderare la pistola e usare il coltello (!), rispose tranquillamente che li teneva per sicurezza, nel caso gli fossero serviti… Immaginatevi uno scontro a fuoco coi Carabinieri… col rischio che il ragazzo, che già era sfuggito ai primi colpi, nella notte senza luna, potesse dileguarsi definitivamente.

 

“Ragazzo… a noi due… voglio essere magnanimo, uso il coltello, e non la pistola”…


Adesso ha cambiato versione, lo fa spesso... secondo lui un colpo ha fatto cilecca, da ciò, non fidandosi più della pistola, il mostro avrebbe usato il coltello. La scoperta è tutta da verificare, ma noto la disinvoltura con cui passa da un'ipotesi all'altra, ed il senso di "sollievo" con cui adesso "spiega" a tutti... il perchè l'assassino non abbia usato gli ultimi tre colpi, della serie "fiuuu... l'ho scampata bella !".

Un'altra chicca... ama andare controcorrente... secondo lui,  quell’unica volta, in 8 omicidi (o 7) era l’alba… per il semplice motivo che JMK riesce ad imboccare uno stretto pertugio nella siepe, ficcandosi però in una strada senza uscita. Un altro motivo era come avesse fatto il mostro a sparare di notte, senza luna, e centrare il gomito del ragazzo che scappava.

Gli feci notare… che la stessa identica domanda se l’erano fatta gli inquirenti americani per Zodiac ! Per chi non lo sapesse, ma il titolo del blog è eloquente, seguo l’ipotesi di Amicone, cioè che un noto soggetto fosse stato Zodiac e il MdF.

Fornii la spiegazione, che Manieri non conosceva (non può abbracciare l'intero scibile umano)… e che lo stesso Zodiac diede in una lettera !

L’astuto SK italo-americano… usava una pila che aveva legato coassialmente alla canna ! Aveva perfino fatto degli esperimenti… bastava che sparasse nel piccolo cerchio scuro, creato dalla bocca della canna, all’interno di un alone di luce più ampio, ed il gioco era fatto. Non occorreva mirare; come dice lui, “li innaffiavo di colpi come con un tubo dell’acqua”.
Manieri dev’essere stato profondamente colpito dal sotterfugio inventato da Zodiac, tanto è vero che adesso, magnanimamente... contempla che il MdF “avrebbe” potuto usare una pila, però obietta che JMK, vedendosi illuminato, avrebbe scartato, per sottrarsi al cono di luce, ma è proprio quello che è successo ! JMK fa un brusco scarto lateralmente, di 90°, dopo il colpo ricevuto al gomito, proprio per il fatto di vedersi inquadrato nel cono di luce: è una conferma indiretta !

E come avrebbe fatto, JMK, a insinuarsi nell’unico pertugio utile, in mezzo alla siepe ? Easy, direbbe Zodiac… tu sei a 7-8 metri da me, che ti illumino, e scarti di 90° a destra. A me basta spostare la pistola di una decina di centimetri, per inquadrarti nuovamente… ed è proprio il cono di luce che ti fa vedere il varco nella siepe ! Senza contare che JMK aveva fatto manovra, in quella piazzola, per riposizionare l’auto, e avrebbe potuto ricordarsi di quel varco, o magari perché l’ha attraversato per gettare la spazzatura; la piazzola di Scopeti era una mezza discarica.

 

Veniamo all’obiezione finale, che gli ho fatto, e che non ha mai ricevuto risposta, nonostante i miei numerosi solleciti, in proposito. Secondo Manieri, i due ragazzi stavano dormendo, quando inizia la raffica di colpi.
Per chi guarda l’ingresso della tenda, i due ragazzi dormivano con la testa a destra, dove c’erano i cuscini. De Fazio nota che sotto il materasso c’erano gli slip di JMK appena dopo l’ingresso, e De Fazio stesso scrive che probabilmente JMK dormiva all’imbocco della tenda, e Nadine verso il fondo, com’è anche logico… il ragazzo a fare da “scudo”, da protezione, alla ragazza.
Gli feci una domanda “Manieri, lei come spiega che Nadine ha ricevuto i primi tre colpi sulla parte destra del viso ? “.

Se così fosse, bisognerebbe fare due ipotesi entrambe impossibili: 


1) Nadine dormiva prona, all’imbocco della tenda, e ha preso colpi a destra, sulla faccia, ma abbiamo visto che Nadine dormiva dietro.


2) Nadine dormiva, sempre prona, dietro a JMK, ma in questo caso è impossibile che i colpi le siano arrivati senza minimamente sfiorare JMK, che stava davanti a lei, e le faceva da scudo.


Dev'essere stata una doccia gelata per Manieri, che si limitò a rispondermi: “Ci sto pensando”… e non mi ha mai più risposto, quando gli ho riproposto la domanda, numerose volte. Forse ci sta pensando ancora, o, più probabilmente, ha rimosso un'obiezione fastidiosa che farebbe crollare il suo castello di carte.

Molto più probabilmente, invece, Occam docet... era notte, come in tutti gli altri delitti... i due ragazzi stavano amoreggiando, come negli altri casi... e Nadine era "seduta" sopra JMK. Ecco che i colpi, sparati attraverso la zanzariera, la raggiungono sulla parte destra del viso.

 

Fatto questo lunghissimo preambolo, vediamo come Manieri affronta la vicenda di Garlasco, e le sue nuove, mirabolanti, “scoperte”.

 

1) La cornetta del telefono non era in sede.

2) C’erano impronte di più persone sulla SDC.

3) Chiara è finita contro un portavaso che era solidale al primo gradino, e le lesioni al viso sono dovute ai colpi in sede occipitale.

4) Chiara aveva un asciugamano a mo’ di turbante attorno ai capelli.

5) Le macchie nella zona telefono sono da arterial spurt, così come la striscia di macchie sulla porta che va in cantina.

6) Chiara è stata aggredita un’unica volta, nei pressi del primo gradino che va al piano superiore, e non in tre fasi, come ipotizzato dai RIS.

7) Le “macchie lambda” sotto al divano sono dovute al fatto che gli assassini (pensa a due o più persone) hanno lavato, proprio lì (!), il portavaso.


Andiamo per ordine, perchè c'è tanta carne al fuoco...


1) La goccia e l’effetto ghigliottina, ecco, magari se la goccia fosse stata più centrale, o se ce ne fossero state due, nessun dubbio, così bisognerebbe stare a traguardare, magari con cannocchiale e mirino…

Quali sarebbero le implicazioni ? Chiara ha afferrato il filo del telefono ? Questo però giustificherebbe una seconda aggressione proprio nei pressi del telefono, mentre per Manieri ce n’è stata una sola all’inizio, vicino al gradino: "Il gatto si morde la coda, si morde la coda, il gatto".

Qualcuno ha rimesso la cornetta al suo posto, non è molto chiaro il perché… chiedetelo a Manieri. Forse per non far rispondere “occupato” se qualcuno avesse telefonato a Chiara ? In effetti... da degli assassini che si prendono la briga di lavare il portavaso sotto al divano (!), rimettere la cornetta in sede, è il minimo sindacale…

 

2) Secondo Manieri c’è un’impronta a “riquadri rettangolari” nei pressi della porta che dà in cantina e forse anche un’altra impronta ! Da-daaann! Nessuno, dico nessuno, l'ha mai notata prima !
L'infaticabile Manieri si è andato a guardare le suole di 27 paia di scarpe, di chi, personale sanitario, inquirenti etc. è intervenuto sulla scena del crimine e, a detta sua, nessuna aveva quella suola, che invece assomiglia moltissimo alle scarpe ripescate nel canale. A me, un paio di suole sembrano assomigliare, ma non vorrei sfidare l'ira funesta del pelide Manieri... faccio solo notare che Ignoto 3 sembrava la bomba atomica, poi lo scrupolo dell'ottimo Napoleone ha mostrato che le cose stavano diversamente, non vorrei mai che quella lista fosse stata incompleta...

Per non dire che di impronte a pallini ce n’era una moltitudine (24!),  ma forse adesso, grazie alla vista d'aquila di Manieri, ne salta fuori una o due con riquadri rettangolari… un assassino se ne fregava alla grande, l’altro è stato molto più guardingo, che fosse un drone ?

Comunque, Manieri ha mandato il video alla Procura. Se è come dice, e c’è più di un’impronta sulla SDC, non attribuibile a chi è intervenuto dopo, Napoleone batterà sicuramente un colpo… perché le implicazioni sarebbero straordinarie… stiamo a vedere.

Aggiornamento del 12/09/2025
A proposito della lista incompleta che ipotizzavo prima, in questo video, al minuto 2.44.50 il Dottor Armando Palmegiani, ora in pensione, che è stato per 30 anni alla polizia scientifica, e gli ultimi sette, alla sezione omicidi della squadra mobile, dice :

"Nell'informativa del 2020, dice "Ok, avete confrontato tutte le scarpe che sono entrate là, tutti i Carabinieri le hanno date", e hanno preso addirittura i fotogrammi di un telegiornale, dove faceva vedere un carabiniere, un maresciallo, con le scarpe marroni, quando aveva consegnato quelle nere."

Manieri... "Molto rumore per nulla", direbbe Shakespeare. Il novello "Leonardo da Brescia" controlla, con certosina pazienza, 27 paia di scarpe, quando non è sicuro se quelle scarpe fossero quelle effettivamente indossate dai soccorritori/inquirenti intervenuti sulla SDC quel giorno ! Quell'impronta, o quelle due impronte a riquadri rettangolari, non significano niente, se i presupposti sono questi. Non credo proprio che Napoleone prenderà in grande considerazione l'ennesima "mirabolante scoperta" del tuttologo de 'noantri... circondato da centinaia di libri.

3) Per Manieri l’alterco inizia in cucina, l’assassino sferra un calcio (livido sulla coscia anteriore sinistra di Chiara), Chiara afferra e fa cadere il portavaso che finisce parallelo al primo gradino, e lei ci va sopra, con la faccia. I successivi colpi in regione occipitale, fatti impugnando il vaso d’ottone, provocano, come contraccolpo, le ferite sul viso, che è a contatto coi “riccioli” di metallo del portavaso.

Una carambola, secondo me, molto poco probabile. Il portavaso che va ad allinearsi giusto accanto al primo gradino, esattamente solidale con esso, Chiara che afferra il portavaso e questo cade prima che lei ci finisca sopra, col viso.

Quello che però mi fa dubitare fortemente, è tutto il resto, la fase abduttiva, la visione d’insieme, se sia o meno logica, plausibile.


Ricollegandomi al punto 7, le macchie lambda… il portavaso è rimasto vicino al primo gradino, ok ? L’assassino, non si sa bene per quale misteriosa ragione, con tutto il sangue che c’era in casa (!), decide di lavarlo, e per fare questo che ti fa ? Sposta il divano ! Ricordate che le macchie lambda sono sotto al divano. Va a prendere il portavaso, sposta il divano, e lo porta proprio sotto al divano (perché ?), lo lava, o lo risciacqua... (perché ?), creando le macchie lambda, e a operazione finita, lo rimette in mezzo al corridoio, in bella vista !

Se era così ordinato, l’assassino, perché non rimetterlo in piedi, vicino al muro, nella sua posizione originale, col suo bel vaso d’ottone sopra ?

Il portavaso finisce vicino al primo gradino  poi lo spostano sotto al divano, quello è "logicamente"... il punto migliore di tutta la casa per ripulirlo... → infine decidono che sta bene in mezzo al corridoio: fa il suo bell'effetto !

Analoga sorte subisce il vaso d’ottone: dopo essere stato pulito, dove lo mettiamo ? Massì, che domande... capovolto, vicino al portavaso ! Ma l’assassino, anzi i 37 assassini... avevano tutto 'sto tempo da perdere ?

Io sono sempre molto scettico sulle ipotesi che implichino ulteriori azioni, ulteriori variabili in un’equazione che già è molto complessa (Occam): lavare il portavaso, e lavare il vaso. A che pro ? Con tutto il sangue che c’era in casa ? Al limite il vaso d’ottone, perché c’erano le impronte dell’assassino, ma non certo il portavaso !

 

4) L’asciugamano. Manieri rimane perplesso dal fatto che non ci siano macchie di sangue più su di 60-70 cm da terra, così come sul dorso della maglietta di Chiara. OK… ma faccio un’importante considerazione che vale anche per l’arterial spurt del punto 5. 


In regione occipitale NON ci sono GROSSI vasi arteriosi !!!

 

La carotide esterna si divide in vari rami (8 !) : tra cui l’arteria occipitale.

Riporto da Wikipedia:

 

L'arteria occipitale è il terzo ed ultimo ramo posteriore dall'arteria carotide esterna.
Decorso e rami

[...] Lungo il suo percorso cede numerosi rami muscolari, un ramo mastoideo e uno auricolare

 

Una lesione dell’aorta o della carotide comune, come della brachiale, o della femorale, è una cosa, ma qui abbiamo già numerose biforcazioni precedenti, con conseguente diminuzione del calibro dei vasi.
L’arteria occipitale è uno degli otto vasi che derivano dalla carotide esterna, che a sua volta è una branca della carotide comune, la quale parte dall’aorta assieme ad altri due vasi.

Morale della favola ? Nessun arterial spurt di rilievo, perché non ci sono grossi vasi arteriosi. Forse queste due immagini chiariranno il concetto, in giallo la zona delle lesioni.



Manieri inoltre non considera l’azione di schermo dei capelli folti e lunghi di Chiara ! Dopo le numerose lesioni in sede occipitale, c’è stato un notevole stravaso ematico, ma lento, che ha progressivamente inzuppato i capelli. Nessuno spruzzo o zampillo che avrebbe macchiato la maglietta posteriormente. Chiara è stata verosimilmente colpita mentre era inginocchiata, o forse distesa, non in piedi. Poi è stata trascinata, sempre in posizione orizzontale. Non c’è da meravigliarsi, in sostanza, che i capelli stessi abbiano contribuito a schermare, come fossero un "asciugamano naturale", da qui la mancanza di sangue sulla parte dorsale della maglietta di Chiara.

Che la testa di Chiara non emettesse spruzzi/zampilli, è dimostrato anche da una considerazione che i periti stessi fanno. Si legge:


“È interessante a questo proposito notare una significativa discrepanza tra la notevole quantità di sangue raccoltosi nella pozza “iniziale” e la sua estrema scarsità lungo il tragitto di trascinamento. Ciò significa che le lesioni riportate nella fase iniziale erano scarsamente sanguinanti, oppure che l’emorragia si è temporaneamente arrestata. In entrambi i casi, si deve ritenere che la formazione di quella pozza abbia richiesto un tempo considerevole.”


Dopo che la testa è rimasta vicino al gradino per un tempo considerevole, creando la pozza di sangue, quando il corpo viene spostato, non c’è quasi emissione di sangue, nessuno schizzo… se non le strie prodotte dalle mani stesse, insanguinate, di Chiara.

 

Manieri si meraviglia che sulla SDC c’era poco sangue, rispetto ad altri delitti… il fatto è che il sangue colava lentamente, dalle ferite in sede occipitale, come vediamo sugli scalini che portano in cantina. Niente asciugamano quindi, che tra l’altro avrebbe contribuito, e non poco, ad attutire i colpi, per non parlare che nessuna fibra è stata trovata nelle lesioni craniche.
Manieri poi… dovrebbe spiegarmi perché mai l’assassino sarebbe sceso per le scale, per recuperare il "prezioso" asciugamano, e quell’asciugamano, con tutti i colpi e trascinamenti vari, sarebbe rimasto imperterrito, al suo posto, attorno ai capelli di Chiara.
Vedete dove pecca, clamorosamente, Manieri ? Sulle conclusioni, sulle inferenze delle sue ipotesi. Chiara ha l'asciugamano in testa, ok, subisce dei colpi in regione occipitale, ok, ma questo non avrebbe attutito i colpi ? Nessuna fibra ritrovata nelle lesioni ? Manieri procede come uno schiacciasassi, le macchie sul muro, accanto ai gradini, non sono dei capelli di Chiara che strisciano, ma di qualcosa di più largo, come un asciugamano sporco di sangue. Ok... quindi alla fine Chiara è distesa sulle scale con l'asciugamano lì; perchè mai, uno dei 47 assassini presenti... si è preso la briga di scendere le scale per portar via l'asciugamano ???
Quell'asciugamano, secondo Manieri, sbatte sullo stipite della porta, quindi un asciugamano che ha ricevuto quella gragnuola di colpi iniziali, col corpo che è stato portato fino alla porta, sbatte sulla porta e.... lo ritroviamo ancora in fondo alle scale, sempre attorno ai capelli di Chiara  ???

E poi... c'è l'elastico per i capelli ! Lo vedete, nel cerchio giallo, nella foto sotto.

Manieri... come la mettiamo ? Chiara ha l'asciugamano in testa, e mette ANCHE l'elastico per i capelli ??? Ho fatto un mini-sondaggio su FB, e nessuna delle gentili donzelle che mi ha risposto, porterebbe l'elastico per capelli e l'asciugamano; o uno o l'altro ! Quell'elastico è proprio davanti alla porta a soffietto, e sappiamo, dalle macchie di sangue, che la testa di Chiara è andata a sbattere contro lo stipite destro della porta. Probabilmente l'ha perso in quel frangente, oppure per altri colpi al capo.
Forse balbetti, con un filo di voce,  che l'elastico poteva essere del metallaro Sempio, che aveva i capelli lunghi ? O forse Chiara lo portava al polso, e guarda caso lo perde proprio lì, dove ha sbattuto la testa sulla porta ?
Occam inorridirebbe, per la caterva di variabili astruse che sei costretto ad aggiungere, per tamponare le tue strampalate tesi. Elastico = nessun asciugamano, fattene una ragione.

Fra tutte le scoperte del novello "Leonardo da Brescia", mi sono dimenticato dell'impronta 44... guardatela con attenzione, e ditemi se non vedete, anche voi, che quella piccola, "dispettosa" macchiolina di sangue, sopra l'impronta, è perfetta. Se l'impronta strisciata sulla parete è del bordo di una scarpa, perchè mai quella macchia di sangue è ancora lì, esattamente come quando è arrivata sul muro ? Perchè l'impronta della scarpa era antecedente alla macchia di sangue, non ci sono santi, quindi non ha niente a che fare col delitto. Se l'impronta della scarpa fosse successiva, in senso temporale, alla goccia di sangue, pensate che quella goccia sarebbe rimasta lì, in bella evidenza ? Ennesimo buco nell'acqua...

5) Credo di aver già risposto, sul fantomatico arterial spurt.

Ma allora, le macchie nella zona del telefono e sulla porta che dà alle scale ? Le prime forward spatter e le altre castoff. Se avete avuto la pazienza di seguire i lunghissimi video di Manieri, sapete già tutto sul castoff: le macchie lasciate dall’arma del delitto, intrisa di sangue, nel brandeggio all’indietro, compiuto dal braccio. Manieri non ne parla... di sicuro un'involontaria dimenticanza, ma il forward spatter e il back spatter non sono altro che gli schizzi prodotti, rispettivamente in avanti e all’indietro, dal corpo contundente che colpisce la zona. Pensate ad una pozzanghera, su cui saltate a piè pari.

Questa immagine chiarisce bene le due modalità, forward/back spatter e castoff, con cui vengono prodotti schizzi di sangue, oltre all’inesistente, in questo caso, arterial spurt, su cui abbiamo messo una pietra tombale. Ho scritto, in blu, la zona dove stava il telefono, e la porta.


Le macchie nella zona del telefono: telefono, parete, stipite di legno, non sono da arterial spurt, come ipotizza Manieri, ma da forward spatter. Le macchie sulla porta che dà sulla cantina, sono da castoff, non da arterial spurt. 

 

Forward spatter. Il colpo, da destra a sinistra, provoca quella raggiera di schizzi che vanno su stipite di legno, parete e telefono. In seguito, il martello (o altro oggetto contundente) viene brandeggiato indietro, in senso orizzontale, per assestare altri colpi, e il risultato è il castoff sulla porta (vedi sotto).

 

La didascalia, così come la linea rossa, è dei RIS !


“Pattern da riferire a cast-off. La linea rossa riproduce la traiettoria generale”.


Quello che definisce chiaramente la striscia come generata da castoff, è che è prevalentemente lineare. C’è come una via maestra di grosse gocce, che va dallo stipite, attraversa orizzontalmente tutta la porta, per finire addirittura sul muro a destra, per chi guarda, della porta. Nell’arterial spurt le macchie sono disposte, invece,  radialmente, a raggera, senza una direzione prevalente.


Siamo sul muro a destra della porta. In verde si vede benissimo la traccia principale di gocce, lasciate dal corpo contundente, quando va indietro.

In blu la zona che Manieri indica come strisciamento dei capelli di Chiara, anzi, scusate, dell'asciugamano che avvolge (ancora!) i capelli di Chiara. Evidentemente, dopo averla trascinata lungo il corridoio, l’assassino ha ruotato il corpo di Chiara di 90°, con la testa verso le scale, per gettarla giù. Una specie di macabra manovra, come quando dovete parcheggiare l’auto. Nella manovra la testa di Chiara, e i capelli, non l'asciugamano, hanno strisciato contro la parete, determinando quelle caratteristiche macchie.


La foto 30, più sopra, con la lunga striscia rossa, dovuta a castoff è eloquente, ma dalla perizia dei RIS del 2007 ci sono altre foto che evidenziano l'impressionante lunghezza di questa striscia.






Sopra, vedete il sangue che arriva addirittura sull'altra parete (gruppo di macchie #24) ! Senza lasciare tracce sul corridoietto che dà alla porta che va al garage, foto sotto.




Ecco la ragionevole ricostruzione dei RIS riguardo al castoff, e non il ridicolo arterial spurt da "vaso biforcuto"... ipotizzato da Manieri.



6) I RIS ipotizzano un’aggressione in tre fasi, con intervalli fra una e l’altra non brevi. La lesione in sede occipitale sanguinava lentamente, e ha creato la prima pozza di sangue vicino al gradino. Poi la trascina, e forse Chiara un po’ si riprende, magari afferra il filo del telefono, rialzandosi parzialmente. Ecco la seconda, violenta aggressione che genera le macchie in zona telefono, e il cui movimento all’indietro dell’arma, genera il castoff su porta e parete. Poi c’è di nuovo una pozza di sangue davanti alla porta. Secondo me è la testa di Chiara che sosta per un certo tempo, prima della manovra per girarla di 90° e gettarla giù dalle scale. Forse anche lì c’è una terza aggressione, ma non ne sono troppo convinto. Di sicuro non un’unica aggressione nei pressi del primo gradino, come ipotizza Manieri, ma almeno due.


7) Sapete come intitola un post su FB, Manieri ?


“NUOVA ECLATANTE CONFERMA SUL RUOLO DEL PORTAVASO NEL DELITTO DI GARLASCO!”


Tutto maiuscolo, che stesse gridando ? "Eclatante"… quando si dice la modestia...

Manieri è andato a misurare gli anelli del portavaso, e trova che le dimensioni corrispondono alle macchie di forma circolare. Sotto vedete le macchie azzurre/blu, generate dalla reazione del sangue al luminol, e in basso un cerchio marrone/rosso che è l'anello del portavaso "riportato" da Manieri sull'immagine (freccia bianca).


 


In effetti le dimensioni coincidono, e questo vale per tre cerchi, indicati sotto con la freccia gialla (mia), ma purtroppo ce ne sono altri, più grandi e più piccoli, che Manieri non nota (frecce rosse mie). Possibile che le tralasci, occhio di falco ?

 


Sotto al suo post su FB, faccio il seguente commento, in cui illustro un’ipotesi alternativa, Manieri cancella il commento, e mi banna…


“Io però vedo almeno altri 5 “anelli” più su, nell’immagine col luminol, tre più grandi e due più piccoli, come la mettiamo, con le dimensioni ?

Inoltre, tutte queste macchie “lambda” erano su delle piastrelle sottostanti al divano.

Lavano (uso il plurale ma è possibile che sia stato uno solo), non si sa per quale motivo (?), con tutto il sangue che c’era in casa… il portavaso, dopo aver spostato il divano, e poi spostano di nuovo il divano a coprire la zona ?

All’ultimo decidono di lasciare il portavaso, pulito, in mezzo al corridoio ?

Non lo rimettono, visto che erano così “ordinati”, nella sua posizione originale, vicino alla scala ?

Da qualche parte ho letto una spiegazione che mi sembra molto più semplice. Il divano è stato spostato per lasciar spazio alla barella che portava via il corpo di Chiara.

Avete presente le ruote dei carrelli del supermarket ? A volte ce ne sono alcune un po’ “ballerine”. Mentre spingete il carrello vanno un po’ per conto loro, lateralmente, e l’azione combinata del moto rettilineo del carrello e di quella delle ruote, crea un andamento sinuoso, spiraliforme. A volte capita anche che le ruote si blocchino, e tocca ripartire, spingendo il carrello.

Le ruote della barella si sono sporcate col sangue del pavimento, e passando hanno creato le macchie "lambda". Dopo il passaggio della barella, il divano è stato rimesso a posto.”


In seguito, ho appreso che l'ipotesi delle ruote della barella, era quella originariamente fatta dai RIS ! Evidentemente l'analogia col carrello del supermarket non gli era piaciuta…

Ho già sottolineato precedentemente l’itinerario rocambolesco che avrebbe fatto il portavaso: posizione originale in piedi vicino al muro  disteso e parallelo al gradino  sotto al divano (lavaggio)  posizionamento strategico”… finale in mezzo al corridoio. I solerti 134 assassini, con un perfetto staging di cui solo loro conoscono i motivi... hanno l'accortezza di rimettere il divano nella sua posizione originale, sia mai che gli inquirenti sgamino come sono andate le cose.

La ricostruzione della dinamica di un delitto è sempre un'operazione piena di insidie. L'osservazione dei dettagli della SDC è importantissima, ma la fase induttiva, o abduttiva, è altrettanto importante, e deve portare ad un'ipotesi logica e coerente. Se così non è, bisogna considerare ipotesi alternative.

25/8/2025. Ho visto il video in cui viene intervistato prima Manieri e successivamente Lavorino, sulla BPA. Manieri immagino sostenga la sua ipotesi, dico immagino... perchè l'ho saltato a piè pari: dice sempre le stesse cose, ripetendole all'infinito, come un mantra, forse confida sulla stanchezza dell'ascoltatore.

Lavorino la critica in numerosi punti, esempio sulla macchie lambda e sull'asciugamano. Sull'origine delle macchie lambda non si sbilancia, per quanto critichi l'operazione "artificiale" fatta da Manieri, di riportare l'anello sulle macchie, per verificarne la compatibilità. Sull'asciugamano pesa come un macigno l'assenza di qualsiasi fibra nelle lesioni.
Quello che mi interessa, è che dice che sul portavaso dovrebbe esserci stato più sangue, che ci sarebbero stati ben 16 punti di contatto col viso di Chiara.
In effetti... però c'è un piccolo grumo di sangue e tre capelli di Chiara sul portavaso, quindi l'oggetto non è stato uno spettatore innocente, vuol dire che la testa di Chiara, di riffe o di raffe, ci è finita contro. Non si capisce perchè i RIS ipotizzino che quel grumo di sangue e quei capelli siano "successivi" al delitto. Staremo a vedere cosa ci dirà l'analisi dei RIS di Cagliari, sulla BPA, chissà che molte cose non si chiariscano.


Lavorino immagina il primo attacco nella zona telefono,  sbattendo la testa di Chiara sullo stipite della porta. Le macchie sul telefono e sul muro sono da "splash"... come se un cocomero venisse sbattuto violentemente contro un ostacolo. E' comunque un meccanismo simile al forward/back spatter, da me ipotizzato più sopra, che prevede però l'azione di un corpo contundente, di sicuro non un arterial spurt come ipotizza Manieri.
Se le macchie in zona telefono sono dovute alla testa che sbatte contro lo stipite, senza l'intervento di un corpo contundente, Lavorino dovrebbe spiegarmi a cosa è dovuta la lunghissima striscia di macchie da castoff sulla porta e sul muro a destra della porta ! Non ci siamo...
Lavorino pensa che Stasi sia innocente, ma non spiega il perchè. Interessante che ipotizzi che l'assassino abbia alla fine richiuso la porta, quindi indirettamente corroborando la testimonianza di Stasi, che dice di averla aperta.
Lavorino mette fra le ipotesi anche che l'assassino abbia potuto usare dei guanti, un'ipotesi che avevo contemplato, fra le altre, nel mio post: "Non aprite quella porta". Ciò spiegherebbe l'assenza di impronte di Stasi sul pomello della porta, da assassino... ma come la mettiamo, Lavorino, con la testimonianza di Stasi, che dice di aver aperto la porta, se non c'è nessuna impronta o DNA suo su quel pomello ???
Che lo Stasi "scopritore" abbia mentito, dicendo di aver aperto la porta, mi pare quindi pacifico, e se mente su un punto così cruciale, l'unica deduzione logica che se ne può trarre, è che sia colpevole.


19/09/2025. Ho visto anche il video di Lavorino, che tra parentesi non mi è molto simpatico... sulla ricostruzione fatta da Manieri: il massacro di Forte Apache...

Min 7.03 e seguenti. Chiara viene colpita, secondo Manieri, vicino allo scalino, zona A. Le lesioni sono quelle mortali, quelle che procurano un “buco” di 5x5 cm in zona parieto-occipitale sinistra, per capirci.
Questi colpi, secondo Manieri, oltre a procurare le ferite al volto, che era a contatto col portavaso, producono proprio lo sfondamento posteriore del cranio.
Lavorino puntualizza che il cervello è stato spappolato ! La pressione arteriosa dev’essere crollata a 50 di massima… il capo rimane in posizione per 2-4 minuti, perché si formi la gora ematica.

Non è umanamente possibile che quando Chiara viene spostata vicino al telefono, nella zona B, dopo un certo lasso di tempo (4-5 miuti)… ci fosse ancora una pressione arteriosa, ammesso che lei fosse ancora viva… tale da generare gli schizzi di sangue che vanno ad imbrattare la parete dietro il telefono ed il telefono. E’ l’arterial spurt, ipotizzato da Manieri, e che io ho criticato con tutte le forze.

Ricordate che ho evidenziato come anche i periti fanno notare che nemmeno quando viene trascinata, e lascia le impronte dello strisciamento delle mani, cioè ancora prima che si arrivi alla zona B, ci sono spruzzi di sangue !

Inoltre, Lavorino, come me… fa notare che il turbante avrebbe reso impossibile l’arterial spurt, di cui va cianciando Manieri.

 

Min 9.55 secondo Lavorino il capo di Chiara viene sbattuto violentemente due volte. La prima contro l’angolo di legno, vicino al telefono, e la seconda volta contro lo stipite destro (per chi guarda) della porta a soffietto, vicino a dove ci sono, sul muro, le impronte dei capelli. Questa seconda azione, genererebbe le macchie orizzontali che si vedono sul muro.

Io la vedo diversamente, secondo me, vicino al telefono Chiara è stata colpita violentemente alla testa con dei colpi.. Le macchie sul telefono e sul muro sono da forward spatter, come detto più sopra, e le macchie che attraversano tutta la porta a soffietto, in senso orizzontale, e di cui Lavorino non parla (!)… e che addirittura arrivano al muro a destra della porta a soffietto, sono da castoff, come ipotizzato dai RIS.

Le macchie prodotte dai capelli, sullo stipite destro, sono dovute ad una semplice manovra di “parcheggio”, del corpo della vittima. Ha dovuto necessariamente girare di 90° il corpo, per poterlo poi gettare giù dalle scale, dopo aver aperto la porta. La testa è andata a strisciare sullo stipite destro.
Già a questo punto, nell’ipotesi di Manieri, ci sono tre ostacoli insormontabili: la pressione sanguigna che è crollata; dopo 4 minuti (zona B) e dopo 7 minuti (zona E, porta a soffietto), nessun arterial spurt è possibile, e poi il turbante !

 

Min 12.42 dice che anche le impronte a destra dello stipite sono da effetto “anguria fracassata”, la testa che sbatte contro lo stipite destro, ma se guardate bene, c’è una netta direzione prevalente orizzontale delle macchie, sul muro. E’ il lunghissimo castoff, che attraversa tutta la porta a soffietto e termina, appunto, a destra della porta, sul muro. Qui, secondo me, Lavorino sbaglia, come precisato precedentemente.

 

Min 18.56 Chissà perché, secondo Lavorino, il martello veniva impugnato con la mano vicino alla testa. Boh… se sfrutti il manico, e quindi la leva, il colpo è molto più forte. Avete mai visto un falegname, o un carpentiere, impugnare il martello con la mano vicino alla testa del martello ? Io no…

 

Min 19.31 “Quello che io chiamo effetto pozzanghera”… l’avevo già detto io, senza aver assistito alle sue lezioni… sarebbe il forward/back spatter degli anglosassoni.

 

Min 21.34 Rimanda al prossimo video la demolizione delle ferite al viso generate dal portavaso. Peccato… era l’unica nota originale ed interessante dell’ipotesi di Manieri, ridotta a un cumulo di cenere, che si disperde nel vento…

Il portavaso, comunque, contiene “ragnatele di polvere”, si vede chiaramente in numerose foto in rete, fine della storia.

Manieri, balbettando, in un video ipotizzava che potessero essere peli di gatto… porello… Poi… lavato e rimane il grumo insanguinato con 3 capelli ?

 

Min 24.15 “Che senso e che scopo aveva l’assassino per lavare vaso, portavaso, e riportarli sul luogo ? Non si sa. E’ sconclusionato”.

Ma neanche “riportarli sul luogo”, non ha rimesso il portavaso, in piedi, con sopra il vaso, sul muro fra le scale e la porta della cucina, com’era prima… no, li lascia in mezzo al corridoio “ad membrum segugi”…

Poi Lavorino passa alle macchie lambda, allo shampoo mancante sui capelli, alla traccia 44 che era evidentemente precedente alle macchie sovrapposte, ma è come sparare sulla croce rossa…

 

In un commento ad un utente, Lavorino scrive:


“[…] ritenere che i mezzi lesivi siano vaso e porta vaso, che la vittima avesse il capo avvolto dall'asciugamani mentre veniva colpita, che il sangue fosse proiettato con sprzzi dopo ben 5 minuti dallo sfacelo cranico ecc. ecc. è semplicemente da "Terrapiattista della criminalistica".

 

Mi pare una definizione calzante. Il “Leonardo da Brescia" ultimamente è un po' scaduto, è diventato un terrapiattista.

C’è una tale accozzaglia di fatti e di movimenti dell’assassino, anzi degli assassini… che fa cadere le braccia. La logica delle azioni è inesistente, da trip con LSD… riassumendo:

 

1) Portavaso e vaso non sono macchiati di sangue  li hanno lavati, perché ??? Addirittura li lavano nel bagno… 

2) Portavaso e vaso, dopo essere stati ripuliti, vengono lasciati in mezzo al corridoio, perchè ? Tutta sta fatica per cosa ? Lavi con cura un oggetto, e non lo rimetti nella sua posizione originale ?

3) Spostano addirittura il divano per poterci appoggiare, proprio lì… (???), il portavaso e iniziare una sorta di prelavaggio… poi si premurano di spostare il divano nella posizione originale… 

4) Nessuna fibra, nelle ferite del cranio, del fantomatico turbante, il quale non ha impedito gli schizzi di sangue.

5) Questo turbante era attaccato ai capelli di Chiara col Bostik ! Nonostante l’inziale gragnuola di colpi fortissimi al capo, rimane tenacemente adeso alla testa di Chiara, anche durante il trascinamento, anche quando il capo va a sbattere sullo spigolo a destra della porta a soffietto, anche durante l’iniziale discesa del corpo di Chiara. Ma Manieri… quella del turbante non te la potevi risparmiare ?

5) Udite udite… dopo tutto ‘sto macello, uno degli assassini dice all’altro:
“Ehi ! Non dimenticarti il turbante che è in fondo alle scale. Dobbiamo assolutamente portarlo via”…  Perché ??? 

Aggiornamento del 28/4/2026

https://www.facebook.com/reel/962298016758911

Che bella botta in testa che ha preso Manieri... succede quando si fa il passo più lungo della gamba, e ci si confronta con un vero esperto con esperienza pluridecennale nei RIS, come Salvatore Spitaleri.


Aggiornamento del 21/05/2026

E' uscita la BPA dei RIS di Cagliari, e la consulenza della Cattaneo... povero Manieri... non ne ha imbroccata una che fosse una...


1) Non è un errore colossale... ma una questione di semantica. Manieri, in vari video, col suo solito fare accattivante da chi sa tutto lui... ci tiene a precisare che la definizione di "gora ematica" è scorretta. Una raccolta ematica considerevole, andrebbe definita "pozza" e non "gora" se è su una superficie, come le piastrelle, orizzontale e che non assorbe i liquidi. Gora, invece se la raccolta ematica è, per esempio, su della terra, che assorbe il sangue.
Forse ha ragione... peccato che i "suoi" RIS usino sempre il termine gora...

2) La goccia di sangue sotto la cornetta e l'effetto ghigliottina. In un video Manieri si spinge addirittura a pronosticare che i RIS gli avrebbero senz'altro dato ragione, cioè che la cornetta non era in sede, perchè altrimenti quella goccia non avrebbe potuto infilarsi lì. I RIS magnanimamente dedicano un paio di righe all'argomento... non nominano neanche la "goccia di Manieri" e l'effetto ghigliottina... fanno notare che c'è un'altra goccia, sul bordo sinistro del telefono, che macchia contemporaneamente la cornetta e la base.


Scrivono i RIS (grassetto mio):

"[...] ai fini del posizionamento della cornetta durante l'omicidio risulta di particolare interesse la traccia ematica posta al margine sinistro in basso della cornetta. Risulta evidente che vi sia una continuità dell'impatto tale da confermare, che almeno in una fase dell'evento, la cornetta fosse posizionata nell'alloggiamento del telefono".

Tradotto... una goccia ha colpito il margine sinistro inferiore della cornetta e ha continuato la sua corsa macchiando anche la base del telefono. La cornetta era quindi in sede, quando è arrivata quella goccia, e siccome quella goccia fa parte di una "pioggia" di gocce, generatesi tutte nello stesso momento, anche la dispettosa macchiolina si è infilata sotto la cornetta, eludendo l'effetto ghigliottina di cui ciancia Manieri... preeeeeso... erased... non pervenuto.

3) L'arterial spurt ipotizzato da Manieri. Lui insiste su un'unica aggressione, vicino allo primo scalino della scala che porta al piano di sopra, col portavaso solidale al gradino, etc. etc. Per spiegare i numerosi spruzzi nella zona del telefono, ipotizza che siano stati generati da un vaso arterioso rotto. Sarebbe un arterial spurt, anche se lui non ne dà la definizione corretta, perchè forse non la conosce...
Per "spiegare" agli sprovveduti e ignoranti osservatori dei suoi video, fa un semplice paragone: è come se aveste in mano una siringa piena di sangue e spruzzaste, spingendo lo stantuffo. Benissimo, chiaro... peccato che sia completamente sbagliato.
I RIS, nel 2007, mettevano una foto con la lunga striscia di macchie, orizzontale, che imbrattava la porta che dà alle scale, che quindi era chiusa al momento dell'aggressione, e che addirittura continuava sul bordo della parete a destra della porta (per chi guarda) e perfino sulla parete al di là della piccola rientranza, sulla parete vicino alkla porta del garage ! L'ho già messa al punto 5 sopra... quella con la didascalia "Pattern da riferire a castoff" e anche le foto successive...
Manieri, testardamente... era sicuro che non fosse da castoff, forse non ha capito la differenza fondamentale: l'arterial spurt dà schizzi a distribuzione radiale, dal vaso rotto, che si propagano a ventaglio in tutte le direzioni. Il castoff invece dà macchie con un'unica direzione prevalente, quella del brandeggio dell'arma. Si forma una netta striscia di macchie, che può essere verticale, diagonale, orizzontale, a seconda del movimento che l'aggressore fa, con l'arma imbrattata di sangue. E' la linearità della traccia, che fa capire (non a Manieri...) che è da castoff.

I RIS di Cagliari confermano ovviamente che si tratta di castoff e addirittura trovano altre strisce da castoff "successivi".



Il marker 21 è il castoff principale, sulla porta, generato da colpi vicino alla zona del telefono, non inquadrato, che è a sinistra dell'immagine. L'arma si muove quasi perfettamente in orizzontale, e le macchie sulla porta sono state generate o dall'arma che torna indietro, da sinistra a destra, o dall'arma che va in avanti, da destra a sinistra..
A destra dello stipite, sul muro, marker 20, ci sono dei castoff secondari, dovuti ad altri colpi (almeno due). Dovete immaginare la testa di Chiara contro lo stipite della porta, infatti ci sono quelle tracce da swipe (capelli insanguinati che strisciano contro lo stipite e la parete) e tre nette tracce da castoff, sulla parete.
Manieri, ritirati...

4) Ovviamente tutto questo macello... i colpi iniziali vicino al primo gradino, i colpi vicino al telefono, e secondo i RIS anche colpi, dopo, sulle scale, implicano un'aggressione in più fasi, come dicevano anche i RIS nel 2007. Solo Manieri pensa ad un'unica fase vicino al primo gradino... povera Italia.


5-6-7-8)... ho perso il conto delle cazz... imprecisioni di Manieri. Le elenco in ordine sparso. Nessuno si è sognato di parlare di turbanti o di asciugamani! Nessuno cita le macchie lambda che Manieri trattava nel suo post su FB col titolo in maiuscolo: “NUOVA ECLATANTE CONFERMA SUL RUOLO DEL PORTAVASO NEL DELITTO DI GARLASCO!” ... porello... ma anche la Cattaneo ha assestato colpi micidiali alle scoperte/ipotesi/deduzioni del Leonardo da Brescia.
L'arma... per Manieri il portavaso in ferro battuto e il vaso in ottone: un micidiale sandwich, con in mezzo il capo di Chiara ! Ci ha fatto una testa così, con manichini in 3D col portavaso che si adattava perfettamente alle lezioni sul viso di Chiara... è andato perfino a comprare su Ebay un vaso di ottone simile... il vaso "ammaccato" usato per colpire... peccato che la Cattaneo parli di un'unica arma, molto probabilmente un banalissimo martello da carpentiere, forse quello che il padre di Chiara ha detto che non è stato trovato, ed era in garage.
Un martello... l'ipotesi più sensata e logica, che venne fatta quasi subito, dagli inquirenti, nel lontano 2007. Notizie dell'ultima ora: Manieri è stato avvistato aggirarsi nel deserto della Mongolia, sporco e scalzo. Reggeva a fatica un ingombrante portavaso in ferro battuto, gridando al vento "Perchè? Perchè l'hai fatto, Cristina? Adesso che me ne faccio, di questo portavaso?".


Last but not least, e che anzi è la genesi di tutte le stronzate che abbiamo sentito sul caso Garlasco, perfino la Procura ha abbandonato le stravaganti teorie dei complottisti, spedizioni punitive, sette sataniche, sicari USA etc. etc. ed è tornata all'assassino unico. Manieri, con l'intuito che lo contraddistingue, era sicuro che sulla SDC ci fossero almeno due persone...

Nessun commento:

Posta un commento

Commento in attesa di approvazione